Qui trasformiamo le tue emozioni in alleate, un'immagine alla volta.
Ti aiuto a riattivare le tue risorse creative, a migliorare la tua routine quotidiana, a riconnetterti con la ciclicità della natura e con le altre specie.
Il mio approccio parte da una visione radicale della cura: non ti offro soluzioni rapide ma uno spazio reale in cui esplorare quello che ti attraversa, senza giudizio e senza aspettative.
Se sei in un momento di transizione, se senti il bisogno di rallentare, di cambiare direzione o semplicemente di tornare in contatto con te stessə, qui trovi uno spazio che tiene conto della tua complessità (e di quella del mondo in cui viviamo!)
Lavoro con persone che attraversano momenti di transizione - emotiva, identitaria, relazionale, lavorativa, creativa - aiutandole a riconoscere e attivare le loro risorse, ritrovare un senso nel loro sentire e migliorare la loro quotidianità in modo intenzionale e non prestazionale.
Lo faccio attraverso tecniche e materiali artistici, ispirazioni letterarie e filosofiche, assemblaggi con materiali naturali o di recupero, rituali creattivi.
Sono guida e compagna di viaggio, testimone e alleata.
Non offro lezioni di tecniche artistiche e non interpreto le tue immagini: stimolo una tua lettura consapevole di ciò che emerge e di ciò che accade dentro di te.
Creo setting sicuri e strutturati in cui poter sentire, esplorare, rielaborare, immaginare: spazi in cui la creatività non è un talento da esibire ma un linguaggio trasformativo.
Online: percorsi individuali e piccoli gruppi
In presenza: laboratori di gruppo nelle provincie di Pisa e Livorno
Ogni setting è sicuro, strutturato e non giudicante.
Il mio approccio nasce da un intreccio poliedrico: una formazione umanistica in antropologia, anni di ricerca artistica sul campo, un passato da tecnica teatrale e un altro da libraia, una pratica laboratoriale radicata nel lavoro sui corpi non conformi e nelle esperienze partecipative.
Il mio sguardo è femminista, intersezionale e non antropocentrico: credo che il benessere sia una questione politica, collettiva e interspecifica e che la creatività, se liberata dal consumo e dalla performance, possa diventare uno strumento potente per generare giustizia, riconnessione e possibilità.
Vuoi saperne di più sul mio approccio all'arteterapia?
Raccontami di te e di quello che stai attraversando. Insieme potremo capire se l'arteterapia può essere lo strumento giusto per il tuo percorso.
CONOSCIAMOCI"Arteterapia è disegnare dall'intimo"
— Cathy Malchiodi
L'arteterapia è un processo relazionale, psicocorporeo ed espressivo che utilizza materiali artistici, immagini, gesti e simboli per entrare in dialogo con il nostro mondo interiore.
Una pratica situata, incarnata, trasformativa.
Attraverso l'uso consapevole della creatività, ci permette di esplorare emozioni complesse, dare forma a qualcosa di non detto e ritrovare accesso a parti di noi dimenticate, messe da parte, censurate o mai ascoltate davvero.
Nel mio setting non serve saper disegnare, serve invece darsi tempo, spazio e strumenti per osservare, trasformare e riscrivere ciò che si muove dentro attraverso carta, materia, colore, parola.
Il mio compito è facilitare l'incontro tra te e la tua immaginazione attiva, sostenere il processo senza dirigerlo, accompagnarti con cura e rigore verso nuove possibilità di significato e direzione.
L'arteterapia agisce su più livelli: emotivo, simbolico, neurobiologico, identitario.
Numerose ricerche scientifiche dimostrano che la pratica creativa:
"Credo nel potere trasformativo e nella medicina dell'arte."
— Gloria E. Anzaldúa
Perché in una società che ci vuole costantemente funzionali e performanti, dare forma a ciò che sentiamo è un atto politico, ecologico e necessario.
Perché ci permette di rallentare, stare, ascoltare, ma anche di restituire dignità a ciò che non sappiamo ancora dire.
Nel mio approccio, l'arteterapia è anche un laboratorio affettivo e politico: uno spazio di possibilità in cui sperimentare altre narrazioni di sé, coltivare alleanze trasformative e immaginare futuri desiderabili, individuali e collettivi.
"paths that cross will cross again"
— Patti Smith
I percorsi che propongo li chiamo paths: sono sentieri di arteterapia individuale online e li chiamo così perché evocano l'idea di una strada condivisa, con curve, soste, deviazioni, proprio come un'esplorazione interiore.
Sentieri, non linee rette: ogni percorso si sviluppa per tappe scelte insieme, con possibilità di fermarsi, cambiare direzione, fare pause rigenerative.
Livelli e vie d'accesso diverse: alcuni percorsi sono più esplorativi, altri più strutturati, pensati per chi è alla prima esperienza o per chi cerca una trasformazione più profonda.
Un approccio che valorizza il tempo e il ritmo di chi li attraversa: nessun risultato imposto, nessuna aspettativa prestazionale. Solo cura, ascolto, gradualità.
Divenire oltre il dover essere
Persona è un percorso in quattro tappe che ho ideato per aiutarti a ritrovare il tuo 'io sono qui' sulla mappa e riorientare la bussola.
Immaginare. Creare, Conoscerti.
MA FIGURATI! è un percorso di arteterapia individuale online, dedicato a riscoprire la tua creatività e ad inserirla nella tua routine giornaliera.
Realizza il tuo progetto creativo
Con questo percorso esploriamo i tuoi desideri e le tue risorse, superando limiti interni e paure, per aiutarti a realizzare il tuo progetto creattivo.
L'arteterapia ti incuriosisce e vorresti capire meglio come funziona?
Ho preparato per te una Guida Creattiva all'Arteterapia: un freebie pratico e immediato per sperimentare subito alcuni principi base.
Nella guida troverai:
Scaricando la guida ti iscriverai anche a MIA, la newsletter di Vita Creattiva: riceverai subito un'email di benvenuto con tempi, temi e anticipazioni sui prossimi contenuti.
"Nell'arteterapia siete invitati a usare le vostre capacità per produrre lavori originali e immaginativi… l'arteterapia è un processo che consiste nell'esplorare, modificare e creare immagini, lavorando a partire dalla vostra immaginazione e avventurandovi spesso nell'ignoto."
— Cathy A. Malchiodi
Qualche testimonianza di chi ha già sperimentato i percorsi di Vita Creattiva.
Ogni storia è una eco di trasformazione: un segnale autentico di come l'arteterapia possa far emergere risorse nascoste, dare forma a nuove prospettive e imprimere un cambiamento tangibile nella quotidianità.
Lasciati ispirare da queste voci e scopri come anche tu puoi trovare la tua via, nel modo e al ritmo che ti è più congeniale.
"Stefania ha condiviso con me tantissime ispirazioni e riflessioni a partire dalle mie personali condivisioni, con una cura e attenzione preziosissime. Non è stato solo divertente, ma anche profondo e a volte anche difficile... mi ha stupito quello che certi esercizi hanno tirato fuori di me. Al termine del percorso, avevo scoperto molte parti di me che o non conoscevo o che non avevo mai svelato, giudicandole negativamente. È stato un processo che mi ha lasciato anche tanti nuovi interrogativi, su cui continuare a riflettere e soprattutto creare."
— Partecipante ai percorsi di arteterapia
"Durante tutto questo percorso insieme, mi sono sempre sentita accolta in uno spazio sicuro, rassicurante e non giudicante. Libera sia dalla pressione della performance che sicura nel poter toccare emozioni delicate, facendo a volte uscire qualche lacrima. Stefania è un'ottima ascoltatrice e dispensatrice di buoni consigli, spunti e riflessioni."
— M.
"Stefania è un anima dolce e delicata in grado di farti riflettere su ogni cosa con gentilezza. Ha sempre ottimi consigli (anche pratici) su come affrontare le piccole sfide quotidiane della vita ma anche per quelle più grandi e difficili."
— A.
"Il percorso "Ma figurati" è stato un lungo e intenso viaggio di esplorazione delle mie paure, vulnerabilità, desideri. Attraverso l'utilizzo di tanti e semplici materiali e tecniche diverse, la presenza e accompagnamento costante di Stefania, ho potuto dedicare del tempo alla sola creazione e osservazione delle mie sensazioni e pensieri, un tempo che nella frenesia e pressione di produttività quotidiana non avrei mai personalmente avuto lo stimolo di ritagliarmi con questa costanza e senso."
— Partecipante al percorso "Ma figurati"